L’INVOLUZIONE DI ASTI, RISOLLEVARSI SI PUÒ!

Affittasi attività. Vendesi attività. Negozio chiuso. Vendita totale, saldi al 70%. E quando poi vedi che ha aperto un nuovo negozio, è dei cinesi. Quante volte passeggiando per Asti ci si imbatte in questa situazione. Con un’età media di quasi 50 anni ed un tasso di crescita del -7,9‰ il capoluogo di provincia si conferma nel 2016 ultima città per crescita del Piemonte. Ma non solo. Asti occupa infatti il 4° posto nel Piemonte per disoccupazione, con un tasso che varia dall’11 al 16%. I problemi sono sempre gli stessi: la burocrazia e le imposte. E mentre per le strade si propaga il virus del malcontento, le elezioni comunali di giugno promettono una ventata di cambiamento. Su tutte le iniziative spicca quella portata avanti dalla lista Zavattaro, per Rasero sindaco, come terzo polo cardine del proprio programma elettorale: composta da comuni cittadini, che quindi possono comprendere a pieno questa situazione, la lista Zavattaro ha deciso di proporre l’istituzione di un centro apposito per le facilitazioni burocratiche e l’aiuto per bandi di concorso europei. Forte di ciò si è prefissata come obbiettivo, e come obbligo, la fondazione di almeno tre grandi aziende nel corso di 5 anni, sfruttando la fame di lavoro e riscatto dei cittadini astigiani. Capaci di pensare in grande, la lista Zavattaro ha inoltre partito l’ipotesi di poter prendere ispirazione dal fiorente stato Maltese per quanto riguarda i finanziamenti alle nuove attività, puntando ad avvicinarsi il più possibile al tasso del 6% di disoccupazione registrato nel piccolo stato.

 

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